Trovare un medico di famiglia in Italia sta diventando un’impresa sempre più complicata: al Servizio Sanitario Nazionale mancano oltre 5.700 medici di medicina generale, una carenza che pesa direttamente sulle tasche dei cittadini e sulla qualità dell’assistenza. Questa guida fa il punto su quanti sono oggi i medici di base, perché il sistema è in crisi, quanto guadagnano e cosa cambia dal 2026.

Medici di famiglia mancanti: oltre 5.700 · Calo tra 2019-2024: 5.197 unità · Punti di guardia medica 2022: 2.831 · Medici guardie mediche per 100.000 ab.: 18 · Stipendio medico di base: da 52.500 a 160.000 euro

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • Oltre 5.700 medici mancanti (Fondazione Gimbe, Sky TG24)
  • Calo di 5.197 unità tra 2019 e 2024 (InSalute News)
  • Nuova convenzione nazionale dal 2026 con aumento medio del 5,78% (Sky TG24)
2Cosa resta incerto
  • Impatto preciso delle nuove regole per singola regione
  • Numero esatto di medici con più di 1.500 assistiti
  • Efficacia delle misure per trattenere i giovani nel sistema
3Segnale temporale
  • 2019-2024: calo di 5.197 medici di famiglia
  • 2026: nuovi accordi regionali dal 1° gennaio
  • 2028: previsti oltre 8.000 pensionamenti
4Cosa viene dopo
  • Riforma con sistema retributivo misto (quota capitaria + oraria + premiale)
  • 38 ore settimanali obbligatorie per garantire i Lea
  • Accesso anticipato al pensionamento per favorire ricambio generazionale

La tabella seguente raccoglie i numeri chiave che emergono dalle fonti più recenti sulla situazione dei medici di medicina generale in Italia.

Dato Valore
Medici mancanti oltre 5.700
Guardie mediche 2022 10.671 titolari
Stipendio minimo 52.500 euro
Stipendio massimo 160.000 euro
Nuove regole dal 1° gennaio 2026

Quanti sono in Italia i medici di base?

La fotografia più recente della medicina generale italiana restituisce un’immagine preoccupante. Secondo l’analisi della Fondazione Gimbe, al SSN mancano più di 5.700 medici di base, una carenza che si distribuisce su 18 regioni (fonte: Sky TG24). Il rapporto ottimale, secondo Gimbe, dovrebbe essere di 1 medico ogni 1.200 assistiti.

Numero attuale

Il dato più allarmante arriva dalla Fondazione Gimbe: con il parametro di 1 medico ogni 1.200 assistiti, la carenza stimata è di 5.716 medici distribuiti in 18 regioni. Tra il 2019 e il 2024, il numero di medici di medicina generale è diminuito di 5.197 unità (fonte: InSalute News). Il numero di MMG è diminuito in tutte le regioni tra il 2019 e il 2024, con l’unica eccezione della Provincia autonoma di Bolzano.

Distribuzione regionale

Le situazioni più critiche riguardano quasi tutte le grandi regioni, mentre non si registrano carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. Il gap stimato supera i 2.700 medici anche ipotizzando che tutti vadano in pensione a 70 anni. In Veneto il 70% dei medici di base supera i 1.500 assistiti con punte fino a 2.000 pazienti, e in Lombardia il 74% supera questa soglia (fonte: Istituto per la Competitività).

Punti di guardia medica

Nel 2022 sono stati rilevati 2.831 punti di guardia medica, con 10.671 titolari che coprono un rapporto di 18 medici guardie mediche per 100.000 abitanti (fonte: Ministero della Salute). Questi numeri evidenziano come il sistema delle guardie mediche rappresenti oggi un argine insufficiente alla carenza di medici di famiglia.

La radice del problema sta nel divario retributivo tra la formazione in medicina generale e le specializzazioni universitarie: chi sceglie di diventare medico di famiglia percepisce 700 euro in meno al mese durante la formazione, una differenza che si ripercuote sulle scelte di carriera.

Perché non ci sono più medici di base?

Le cause della carenza di medici di medicina generale sono molteplici e si intrecciano tra loro. Comprenderle è essenziale per valutare la portata della crisi e l’urgenza delle riforme in discussione.

Cause del calo

Secondo le stime della Fimmg, entro il 2028, 8.180 medici di famiglia raggiungeranno l’età pensionabile (fonte: Sky TG24). Nel 2025 le borse di studio per la formazione in medicina generale scendono a 2.228, con un calo del 15%. Le borse dei corsi regionali di medicina generale sono ferme a circa 900 euro al mese, mentre gli specializzandi universitari ricevono borse di circa 1.600 euro al mese (fonte: Istituto per la Competitività). Questa forbice retributiva rende la medicina generale meno attraente rispetto ad altre specializzazioni.

Bandi deserti

La carenza si manifesta anche nei bandi per l’assunzione di nuovi medici di famiglia. In numerose regioni italiane, i concorsi per l’incarico di medico di medicina generale vanno deserti perché nessun candidato presenta domanda. Le zone carenti si moltiplicano, e i cittadini si trovano senza un medico di riferimento.

Previsioni al 2028

Le proiezioni per il 2028 sono preoccupanti: secondo la Fimmg, sono previsti oltre 8.000 pensionamenti di medici di famiglia (fonte: Sky TG24). Senza interventi strutturali, la carenza di oltre 5.700 medici potrebbe aumentare drasticamente, mettendo a rischio la capacità del SSN di garantire l’assistenza di base.

Quanto prendono i medici di base in Italia?

La questione retributiva è centrale nel dibattito sulla medicina generale. Capire quanto guadagna un medico di base aiuta a comprendere perché il settore fatica ad attirare nuovi professionisti.

Range stipendi

Un medico di base in Italia guadagna in media tra 70.000 e 110.000 euro lordi all’anno nel 2026, secondo le stime di RC Medici. Il range completo va da 52.500 a 160.000 euro lordi annui, a seconda dell’esperienza e del numero di assistiti. L’accordo approvato nel 2026 prevede un aumento medio del 5,78% delle retribuzioni.

Fattori influenti

Il compenso di un medico di famiglia dipende da diversi fattori. Con un numero di assistiti inferiore a 500, il compenso per assistito è intorno ai 68-70 euro. Con un numero di assistiti più elevato, il compenso per assistito può scendere fino a 35 euro per ogni assistito (fonte: RC Medici). Un medico di base con meno di 3 anni di esperienza guadagna intorno ai 71.500 euro lordi l’anno, mentre con più di 10 anni di esperienza si arriva a circa 150.000 euro lordi l’anno.

Confronto per pazienti

Con 1.500 assistiti, il guadagno minimo del medico di famiglia è intorno ai 52.500 euro annui lordi, mentre un medico massimalista con 1.500 assistiti può arrivare a circa 105.000-130.000 euro lordi annui nel 2026 (fonte: RC Medici). La nuova convenzione nazionale introduce un sistema retributivo misto che sposta parte della retribuzione dalla sola quota capitaria verso una combinazione di quota capitaria, quota oraria e componente premiale.

Il paradosso

La forbice retributiva durante la formazione—700 euro in meno al mese rispetto agli specializzandi—pesa sulle scelte di carriera: ecco perché molti giovani medici preferiscono specializzarsi o lavorare negli ospedali, aggravando la carenza di medici di famiglia.

Il dato che emerge è che la retribuzione dei medici di medicina generale, pur in aumento nel 2026, non è ancora competitiva con altre professioni sanitarie: per un professionista con oltre 10 anni di studi universitari, il range 52.500-160.000 euro rappresenta un riconoscimento insufficiente rispetto alla responsabilità clinica assunta.

Come si chiamano oggi i medici di base?

La terminologia relativa ai medici di medicina generale può creare confusione tra i cittadini. Ecco cosa sapere per orientarsi.

Terminologia ufficiale

Oggi i medici di base si chiamano ufficialmente medico di medicina generale (MMG), termine che ha sostituito progressivamente l’espressione “medico di famiglia”. Fanno parte della categoria dei medici di assistenza primaria (MAP), insieme ai pediatri di libera scelta e ad altri specialisti convenzionati con il SSN.

Ruolo e responsabilità

Il medico di medicina generale svolge un ruolo cruciale nel sistema sanitario italiano. È il primo punto di contatto tra cittadino e SSN, gestisce le patologie croniche, prescrive farmaci e accertamenti, e coordina eventuali percorsi specialistici. L’Accordo collettivo nazionale stabilisce un massimo di 1.500 assistiti per medico, con possibilità di arrivare a 1.800 tramite deroghe locali. Nella Provincia autonoma di Bolzano si può arrivare fino a 2.000 assistiti per medico.

Differenza con medico curante

I termini “medico di base”, “medico di medicina generale”, “medico di famiglia” e “medico curante” sono spesso usati come sinonimi, ma ci sono sfumature. “Medico curante” è un’espressione più generica che indica qualsiasi medico che segue un paziente in modo continuativo. “Medico di base” e “medico di famiglia” sono termini comuni, mentre “medico di medicina generale” è il termine tecnico-istituzionale corretto.

La scelta del termine riflette un cambiamento culturale: si passa dal concetto di “medico di famiglia” (legato a un rapporto personale e storico) a quello di “medico di medicina generale” (che sottolinea la funzione pubblica e istituzionale del professionista).

Quali sono le nuove regole per i medici di base nel 2026?

Il 24 febbraio 2026 la Commissione Affari Sociali della Camera ha dato il via all’esame della proposta di legge sulla riforma dei medici di medicina generale, introducendo cambiamenti significativi per orari, compensi e ruolo nelle Case della Comunità. La riforma dei medici di medicina generale nel 2026 introduce cambiamenti significativi per orari, compensi e ruolo nelle Case della Comunità, ma è importante ricordare anche l’importanza della Cybersecurity in Italia, come approfondito in questo Cybersecurity in Italia.

Accordi regionali

Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore nuovi accordi regionali che ridefiniscono l’organizzazione della medicina generale. La nuova Convenzione nazionale (ACN) regola compensi e organizzazione dei medici di medicina generale convenzionati con il SSN (fonte: RC Medici). La riforma prevede la spinta verso il lavoro in rete (AFT) e l’integrazione con le Case di Comunità.

Cambiamenti dal 1° gennaio 2026

I medici in regime di convenzione saranno chiamati a garantire 38 ore settimanali complessive per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (fonte: Quotidiano Sanità). Per i medici con massimale non inferiore a 1.500 pazienti sono previste almeno 20 ore per l’attività a ciclo di scelta e 18 per l’attività oraria. Per chi ha tra 500 e 1.500 assistiti sono previste 15 ore per l’attività a ciclo di scelta, mentre chi ha meno di 500 pazienti ha un minimo di 10 ore.

Impatto su stipendi e pazienti

La proposta di riforma introduce un sistema retributivo misto che abbandona la logica della sola quota capitaria (fonte: AssoCareNews). La nuova busta paga sarà composta da quota capitaria, quota oraria e componente premiale legata al raggiungimento di obiettivi. La componente premiale deve rappresentare almeno il 30% della remunerazione totale. La riforma prevede anche la possibilità di accesso anticipato al pensionamento su base volontaria per favorire l’ingresso di giovani professionisti.

Cosa cambia

Dal 2026 i medici di famiglia non saranno più pagati solo in base al numero di pazienti, ma anche in base alle ore lavorate e al raggiungimento di obiettivi di salute. Un cambio di paradigma che punta a valorizzare la qualità dell’assistenza.

L’implicazione pratica è che i medici di base dovranno adeguarsi a un orario più rigido, mentre il sistema di remunerazione cambia per premiare chi raggiunge obiettivi misurabili. Per i pazienti, questo potrebbe significare tempi di attesa più prevedibili, ma anche un maggiore carico di burocrazia per i medici.

Cronologia della crisi

I principali eventi che hanno segnato l’evoluzione della medicina generale italiana negli ultimi anni.

Periodo Evento
2019-2024 Calo di 5.197 medici di famiglia
2022 2.831 punti di guardia medica rilevati
2026 Nuovi accordi regionali dal 1° gennaio
2028 Previsioni ulteriori carenze

Cosa sappiamo e cosa no

Fatti confermati

  • 5.700 medici mancanti secondo la Fondazione Gimbe
  • Calo di 5.197 unità tra 2019 e 2024
  • 2.831 punti di guardia medica nel 2022
  • Stipendi da 52.500 a 160.000 euro
  • Nuove regole dal 2026

Cosa resta incerto

  • Efficacia concreta della riforma 2026 per singola regione
  • Numero esatto di medici con più di 1.500 assistiti
  • Impatto delle 38 ore settimanali sulla qualità dell’assistenza

Voci dalla sanità

Al SSN mancano almeno 16.500 medici per incidere davvero sui tempi di attesa. Le criticità maggiori riguardano la medicina generale con una carenza di 5.500 medici.

— Istituto per la Competitività (I-Com), analisi sulla sanità 2026

La nuova convenzione 2026 spinge verso il lavoro in rete e l’integrazione con le Case di Comunità, ma servono investimenti concreti per attrarre i giovani.

— RC Medici, analisi sulla Convenzione nazionale

In Lombardia il 74% dei medici di base supera i 1.500 assistiti, in Veneto il 70% con punte fino a 2.000. I numeri mostrano un sistema sotto stress.

— Istituto per la Competitività (I-Com), report sulla sanità regionale

Per i pazienti italiani la situazione è chiara: trovare un medico di famiglia nelle zone più densamente popolate diventerà sempre più difficile nei prossimi anni. Per i giovani medici, la riforma 2026 rappresenta un’occasione concreta di entrare nel sistema con condizioni migliori, ma solo se le regioni attueranno davvero le nuove regole.

Letture correlate: Sanità Pubblica Italia – Struttura SSN, Riforme e Problemi · Sanità Italia – Funzionamento SSN, Problemi e Riforme 2025

Copertura correlata: analisi Fondazione GIMBE fördjupar bilden av Medici di base in Italia: carenze, stipendi e regole 2026.

Domande frequenti

Chi è il medico di base?

Il medico di base, o medico di medicina generale (MMG), è il professionista che gestisce l’assistenza sanitaria di base per i cittadini iscritti al SSN. È il primo punto di contatto tra paziente e sistema sanitario, gestisce le patologie comuni, prescrive farmaci e coordina eventuali percorsi specialistici.

Qual è la differenza tra medico curante e medico di base?

“Medico curante” è un termine generico per qualsiasi medico che segue un paziente. “Medico di base” indica specificamente il medico di medicina generale convenzionato con il SSN, che ha un rapporto istituzionale con il sistema sanitario pubblico e un numero massimo di assistiti.

Come prenotare un appuntamento con il medico di base?

Per prenotare un appuntamento con il medico di base è possibile contattare direttamente lo studio medico telefonicamente o recandosi di persona. Molti studi offrono anche la prenotazione online tramite portali regionali o piattaforme dedicate. Il sistema di prenotazione varia da regione a regione.

Esiste un’app per prenotare il medico di base?

Alcune regioni italiane offrono app dedicate per la sanità che permettono di prenotare appuntamenti con il medico di base. Ad esempio, in Lombardia è attiva la piattaforma regionale. Tuttavia, non esiste un’app nazionale unificata: il servizio dipende dalla regione di residenza.

Quanti pazienti può avere un medico di base?

Il numero massimo di assistiti per ogni medico di famiglia è di 1.500 persone, stabilito dall’Accordo collettivo nazionale. In alcuni casi è possibile arrivare a 1.800 con deroghe locali. Nella Provincia autonoma di Bolzano si può arrivare fino a 2.000 assistiti per medico.

Perché i bandi per medici di famiglia sono deserti?

I bandi per medici di famiglia sono deserti principalmente per due motivi: la retribuzione non è competitiva con altre professioni mediche e le condizioni di lavoro sono meno attractive. Le borse di studio per la formazione in medicina generale (circa 900 euro al mese) sono inferiori a quelle degli specializzandi universitari (1.600 euro al mese).

Come trovare un medico di base vicino a me?

Per trovare un medico di base vicino a casa è possibile consultare il portale della propria ASL di appartenenza, che pubblica gli elenchi dei medici disponibili nella zona. In alternativa, ci si può rivolgere direttamente agli uffici anagrafe sanitaria dell’ASL per avere informazioni aggiornate sulla disponibilità.